scritto da iosononicola il 17.2.2012
Non per altro. Come già detto ci siamo trasferiti nella casa ‘fai da te’ e, assenza di una poltrona decente a parte, ne stiamo godendo ampiamente.
C’è una sottile vena bastarda nel piacere che si prova ad ascoltare il meteo , via radio, sciorinare minime termiche da steppa siberiana e pensare ai rincari del metano e gpl mentre tu ti scaldi raccattando qualche rametto quà e là o bruciando ritagli inutilizzabi perchè più corti di 4 cm…
Ma in ogni caso… il blog rimane ancora per un po’ in animazione sospesa in attesa dell’agognata poltrona. E poi, qui, è carnevale. Che sembrerà sciocco ma vuol dire che la nostra dieta attuale è composta quasi esclusivamente da fagioli grassi, polenta e merluzzo e vin brulè… per smaltire il tutto si passa buona parte delle giornate per strada ad inseguire la banda dei pifferi, lo stato maggiore a bruciare pali di stoppie nelle piazze e a scivolare su uno strato uniforme di cacca di cavallo ed arance. Tutto ciò, per chi vive nei dintorni di Ivrea, è sacro (a chi sfuggisse la sacralità si consiglia una lettura piacevole ma al contempo approfondita de “Manuale Minimo dell’attore” di Dario Fo) e come tale va onorato il periodo della festività anarchica per eccellenza scovazzando e facendo i gadan in giro.
Fortunatamente (a meno che voi non leggiate queste righe con lo scopo ultimo di farvi del male) c’è chi, in assenza di una nostra presenza narrativa digitale, ha supplito ampiamente attraverso il già citato articolo sulla Gazzetta del Canavese. Eugenio ci vuole evidentemente bene e noi ne approfittiamo pubblicando il suo articolo in modo che, anche chi abitasse a Pinerolo, lo possa leggere.
Nel frattempo, qui nelle steppe siberiane, s’è trasferito Stefano che, abbandonato il lavoro e le olimpiadi invernali di Alemanno, ha deciso di venire a darci una mano trasferendosi per un po’ nei pressi dell’orto (ma non in tenda che ‘Into the Wilde’ ci lascia ancora perplessi su come si possa essere stupidi quando ci si ricongiunge a Madre Natura a -16°). Oggi era immerso nel fango mentre cercavamo di impostare la fitodepurazione.
Poi c’è gente che pensa che io sia strano…
scritto da iosononicola il 20.1.2012
Dopo due notti a dormire sospeso a meno di tre metri sopra ad una sega circolare posso tranquillamente ammettere che la vita spartana tempra lo spirito e mette a contatto con la natura. Ma le mollezze piccolo borghesi di un letto decente sotto un tetto caldo sono la cosa più prossima alla beatitudine. Soprattutto quando tre metri sopra la sega c’è un ottimo letto appoggiato su un assicciato di abete trattato ad olio di lino e cera d’api.
Ok. Lascia stare che il tetto te lo sei dovuto tirare su ed i tre metri di quota (un po’ meno in realtà) sono dati da un soppalco in travi lamellari che spesso e volentieri ti hanno fatto bestemmiare.
Si. Ok. Questo toglie il fascino piccolo borghese. Ma, essendo quasi terminati i lavori della casa, mi riprometto di comprarmi una giacca da camera in flanella ed un fez con cui aggirarmi nella boscaglia dietro casa.
Ebbene si. Ci stiamo lentamente trasferendo nella casa di paglia. Prima conquista: i soppalchi con i letti. Prossime tappe: il bagno e la cucina. Ovviamente io puntavo alla fumoir con poltrona ma qualcuno mi ha avvertito che non era esattamente prevista nel progetto .
Ovviamente, questo increscioso evento, a dettato un mio raffreddamento emotivo che, progressivamente, mi porterà a tornare a cercare conforto nell’orto (luogo in cui, tendenzialmente, posso millantare di essere molto impegnato mentre non faccio niente). Lascia stare che in realtà devo riattivare un’approvigionamento alimentare completamente collassato sotto il – letterale – peso della casa. Come la stavo mettendo giù io era più interessante….
Fatto sta che, in un modo o nell’altro la casa si sta finendo (anche se l’intonaco definitivo esterno verrà dato solo in tarda primavera causa condizioni meteo) e tra un po’ si potrà probabilmente tornare alla ‘solita’ programmazione del blog. Sempre ammesso che nel progetto sia previsto un tavolino con sgabello per il portatile…
Mi sa che devo chiedere all’ ‘architetto’.
Per chi fosse in Canavese e volesse sapere un po’ cosa è successo nelle puntate precedenti ma, vista la mia assenza comunicativa, non ottiene soddisfazioni visitando queste pagine può buttarsi sulle pagine della Gazzetta del Canavese dove per ben tre (!!!) settimane verrà pubblicato l’articolo che Eugenio Guarini ha scritto su l’ OrtodiCarta (con un sacco di foto)