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Santa Flatulenza

 

Questo è un post che meriterebbe di comparire da Medo se lui non fosse la mia nemesi Malthusiana.

Mentre lui mi manda cartoline dall’apocalisse – e vi assicuro che le conservo gelosamente come fossero riccioli di burro (La mia preferita è quella dell’ultimo cacciatore di draghi al mondo) io guardo fuori dalla finestra preoccupandomi un po’ per la nuova botta di freddo in arrivo.

Un po’. Non troppo.

Io sono di Torino. Crescere a Torino tra gli anni ’70 e i ’90 vuol dire avere un sacco di amici ingegneri.

La FIAT, all’epoca, era un’entità Eterna e qualsiasi operaio o impiegato spingeva i figli a scalare il monte Olimpo. C’è voluto del tempo per capire che era più simile al Monte dei Cappuccini. Ma tant’è che nel Politecnico vennero versati un sacco di soldi e a tutti noi toccarono amici ingegneri. A me, pure un cognato.

Non che mi lamenti. Vogliamo molto bene agli ingegneri ed è per questo che mi scuso, da subito, con tutti loro. A quelli sensibili chiedo gentilmente di non andare avanti nella lettura. Potrebbero turbarsi.

Il problema dell’ingegnere medio è che lui sa di essere un calabrone.

Questo fa si che sia in grado di volare solo dopo l’applicazione di un brevetto certificato di cui siano state testate tutte le caratteristiche di resistenza, prodotto da una società che, seppur esternalizzando la produzione, ne garantisca la qualità dei materiali e delle tecnologie. Tecnologie che spesso sono così interessanti e minute da assorbire tutto il tempo che andrebbe dedicato al volo stesso.

Quindi l’ingegnere è un calabrone che non vola perché è impegnato a studiare come far volare i calabroni in assoluta sicurezza.

E noi li ringraziamo. Non capiamo perché debbano farlo, visto che voliamo, ma li ringraziamo.

Non che non abbia senso il lavoro che fanno.

Per intenderci, io sono convinto che nella costruzione del grattacielo del Gruppo SanPaolo a Torino ci dovrebbero essere 2 ingegneri per metro quadro. Una roba così non avrebbe senso  senza il loro lavoro. (O cercato di mettere un link neutro ma ci son fanatici di qua e di là)

Non che la loro presenza massiccia possa dare più senso all’opera in se. Ma o sono le banche a dare lavoro agli ingegneri formati e poi abbandonati dalla FIAT o non vedo chi dovrebbe farlo. (Questo getta alcune ombre sul delirante e medioevale concetto delle ‘Grandi Opere’)

Ma nel caso del simpatico grattacielo, non si tratta di far volare un calabrone. Si tratta di impilarne un migliaio uno sopra l’altro facendoli stare in equilibrio sulla testa.

Fortunatamente, in giro ci sono un sacco di calabroni che se ne fottono di non saper volare e volano.

Allo stesso modo, ogni giorno, miliardi di persone salgono su veicoli mossi, a velocità insopportabili per l’organismo umano, da una serie di esplosioni in grado di macellare un grosso ed incazzato cinghiale, senza porsi minimamente il problema. La non conoscenza del funzionamento intrinseco di una macchina motrice termica che permetta la conversione di energia chimica in lavoro meccanico non frena nessuno.

Tra gli allegri calabroni ignoranti che, non sapendo di non poterlo fare, volano comunque c’è Thomas Culhane.

Incontro Thomas ad una serata da amici. Loro sono una comunità. Una di quelle grandi.

No, più grande di quella a cui hai pensato. Sono un paese intero.

Thomas da anni viaggia a destra e a manca a promuovere l’autocostruzione di impianti per la produzione di biogas.

Non mi ha mai convinto granchè la tecnologia del biogas. ‘Sta storia che va fatto spostando a destra e sinistra quintalate di cacca, ci vogliono temperature controllate abbastanza elevate… insomma, avevo scartato il biogas concentrando l’attenzione sullo svolazzare fine a se stesso.

Ma Thomas, anche lui non troppo convinto dalla tecnologia del biogas, va a farsi un giro dalle parti dell’ARTI e scopre che l’efficienza di un digestore aumenta a dismisura nel momento in cui viene alimentato non da letami ma dagli scarti di cucina. La stessa cucina che utilizza il gas prodotto.

Nessuna ingombrante biomassa, nessuna prelavorazione, circuito chiuso. Non si sa perché ma vola.

Gira che ti rigira. Il nostro novello eroe si ritrova in Germania. Luogo dalle temperature tutt’altro che indicate per un processo di digestione autoportante che funzioni per 365 giorni all’anno. Inizia a delirare con microorganismi delle paludi artiche in grado di metanizzare i residui organici a temperature bassissime e a ipotizzare sistemi semplici che possano funzionare anche in paesi un po’ diversi dall’India o dall’Egitto e di facile autocostruzione. Si, puoi fare l’impianto grosso e complesso, ma puoi anche montarti un paio di bidoni sotto la finestra della cucina.

Perché i calabroni sono così. Non hanno bisogno di superare la barriera del suono. Gli basta poter volare senza farsi tanti problemi.

 

Fatto sta che la mia ignoranza in materia di competenze aeronautiche, di cabrata, di spinta e velocità mi porta ineffabilmente a rischiare la mia vita, quella dei miei cari e l’estinzione del genere umano mettendomi addosso un bel vestitone a strisce gialle e nere, inadatto al volo, e programmare per l’anno che arriva la costruzione di un grosso stomaco di vacca che mi digerisca le acque grigie (calde e con alti valori di BOD) trasformandole in gas (energia spendibile) e un bel liquido fertilizzante simil Bokashi già diluito.

Prossimamente, per la serie ‘Fai inorridire l’ingegnere che c’è in te’, come costruire del combustibile per razzi con diserbante e zucchero.

Risorse interessanti:

Un calcolatore per il dimensionamento e la produzione di biogas (non troppo preciso e con le misure imperiali…)

Dagli stessi autori del calcolatore di cui sopra, un impianto relativamente piccolo e semplice

Un bel manuale sul Biogas del 1973 in versione integrale (html) on line

P.S. – per la cronaca… il fatto che il volo dei calabroni sia tecnicamente impossibile è un’affermazione attribuita al padre dell’ingegneria areonautica Ludwig Prandtl

P.P.S. – il metano è più leggero dell’aria quindi, come sostiene Margaret Killjoy in ‘Guida Steampunk all’apocalisse’, potete anche costruirvi un dirigibile. Una riverenza doverosa a Reginazabo per averlo tradotto ed editato.

 

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38 Commenti

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  1. 1

    Vista la piega che stanno prendendo le tue ricerche suggerirei di modificare in tutta fretta il planner per l’orto on la finalità di coltivare ortaggi e frutta ad alto potenziale gasogeno….
    Chissà, giusto in questo istante potrebbe nascere una nuova filosofia di coltivazione….L’ORTO PERISTALTICO !!! ( E poi, perchè no, a chi possiede grandi tenute anche la PERISTALTIC FOREST, attrezzata di campeggi per quelli che nel periodo delle ferie vogliono sperimentare con tutta la famiglia)
    La donna, causa differenze ormonali con l’uomo, soffre sovente di stitichezza: già ti vedo competere con le multinazionali dei probiotici proponendo come soluzione del disturbo uno strabiliante kit di semi e zappette…magari in pratica borsa da orticultrice griffata.
    Attento, Nicola, scivolare nel buco nero del marketing è un attimo…

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  2. 2

    Si. Infatti, nella nostra nuova onda capitalistica, stavamo già pensando di comprarci vicolo corto e vicolo stretto per costruirci 2 case ma prima dobbiamo passare da parco delle vittorie e viale dei giardini…

    In realtà la genialata di Thomas è proprio che non c’è bisogno di coltivare biomasse. Gli impianti sono familiari e viaggiano con il carico BOD della cucina (grasso delle pentole, fondi di caffè, briciole di pane…).
    Ne parlavo con un amministratore di Colleretto. Dove c’è un grosso scontro sull’ipotesi di costruzione di un biodigestore industriale… la dimensione conta. La produzione di qualsiasi energia su grande scala è quasi sempre a rischio di non sostenibilità. Vedi l’erosione di territorio per la coltivazione di bojate come la colza da biocarburanti.
    Ma su piccola scala, in una struttura a mosaico, la storia cambia completamente.

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  3. 3

    Questo post non compare da me, ma meriterebbe eccome caro Nicola e quindi lo diffondo volentieri nel mio inutile blog.
    La scimmia nuda ha dovuto andare sempre più lontana da casa sua, dalla gola dell’acacia (Gola di Olduvai, Africa), per ragioni diverse. Ora ha freddo, quasi dappertutto. Fa guerre e costruisce o distrugge stati nazionali per mantenere 24°C nelle sue stupide case di forati, impallato davanti alla televisione che gli ricorda “tu puoi tutto, tu sei tutto”.
    Ma la Terra finirà come Marte, se non peggio. Lo vediamo al rallentatore ogni minuto della nostra vita. Facciamola quindi durare meno, ritiriamoci dalle stupide battaglie, ma miglioriamone la qualità anche seguendo il tuo esempio.

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  4. 4

    Teniamo presente che “medo” è anche un triste necrofilo che racconta sistematicamente un sacco di balle, fa parte della banda di blogger di regime che spargono propaganda e speculano sull’ansia della gente.

    E non ne ha mai presa una manco per sbaglio, per inciso…memorabile per esempio il suo “Erdogan entro poche settimane attacherà Israele approfittando del crollo dell’Euro”, concentrato di scemenze sparato quasi due anni fa…e si potrebbe continuare…

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    • 4.1

      Heiheihei…
      Un giorno, un amico, grosso, puzzolente e dalle attitudini molto ‘kusturiziane’ disse: “non ti chiedo di capire cosa faccio, ti chiedo di rispettarlo se questo non interferisce con la tuo libertà o con quella di altri” (Grazie Riccardo, sei il Voltaire più scalcagnato che abbia mai avuto il piacere di conoscere)
      Se non mi piace cosa scrive qualcuno, mi limito a non leggerlo o a pensare che secondo me sono cazzate o, al limite discutere con lui se lo conosco e posso parlaci direttamente.
      Questa è internet… spariamo tutti un sacco di balle :)
      Io potrei essere tranquillamente una bionda procace che scrive da un loft sopra la medina di Tangeri e l’unico commento che mi aspetterei è “chissene fotte: è internet… se leggo qualcosa mi tocca sempre cercare almeno 3-4 fonti altre fonti e, se possibile almeno altre 2 contrarie, il resto e fuffa e stile di scrittura”
      E poi, ognuno ha i suoi hobbies. Io ho l’orto, Medo a le previsioni funeste. Il giorno che ci prende non voglio essere presente :)

      E, sia detto per inciso, non è che proprio si possano prendere sul serio commenti con nickname provenienti da i.p. ‘peculiari’ e con indirizzi mail di dubbia funzionalità… ha funzionato una volta per Ulisse la storia del colpire qualcuno o qualcosa facendosi chiamare Nessuno…

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    • 4.2

      Sono la reincarnazione di Malthus ed un blogger di regime! Hiei è la chiave del mio successo: si occupa di verificare tutte le mie cazzate e mi fa da addetto stampa sui blog che non autorizzano/bannano i troll. Sulle mie 250000 visite, almeno 249000 sono sue.

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  5. 5

    Complimenti a Medo per il fair-play ed il senso dell’umorismo…se ti metti a venderli te ne compro qualche kilo, anch’io sovente ne ho bisogno.
    Non andiamo fuori tema: qui si parla di energoimmondizie !

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  6. 6

    beh però dài, sei sfortunato, che ingegneri hai conosciuto?Molti di loro mentre volano si divertono a sentire l’aria sulla faccia senza ragionarci sopra, quasi come gli esseri umani.
    E di solito sono quelli che sentono una sensazione come di aria in faccia anche quando si divertono a far calcoli, come te con i tuoi esperimenti: è questo che la gente capisce poco…
    Secondo me per aver più fortuna dovresti cercarne qualcuno tra quelli che scendono da Cavallaria in parapendio, proprio dalle tue parti (sicuramente qualche ingegnere ci sarà).

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    • 6.1

      :)
      Si, infatti non è un male che colpisce tutti gli ingegneri.
      Ho fatto, ovviamente, di tutta l’erba un fascio.
      Dei parapendisti che mi atterrano nel campo per ora conto un paio di operai ed un geometra… ma sicuramente ci sarà anche qualche ingegnere.
      E, si, in realtà o parecchi amici ingegneri completamente pazzi che fanno cose assurde…

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  7. 7

    tornando al succo del post, quindi ritieni più importante usare gli scarti di cucina per produrre biogas che compostarli? ovviamente lo chiedo dal punto di vista di qualcuno che non ha molti altri scarti da sbattere nella compostiera, non come qualcuno che vive in una foresta di sua proprietà :-)
    per cosa userai poi questo impiantino? per cucinare?
    grazie come al solito per il profluvio di risorse informative che gronda da ogni tupo post!

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    • 7.1

      Vedi, in realtà la figata è che fai tutte e due le cose (se utilizzi solo gli scarti di cucina e quindi dividi acque nere ed acque grigie).
      Fermentando, gli scarti di cucina, genereranno biogas mentre il percolato (l’acqua che passa all’interno del digestore ed esce dalla parte opposta) è un fertilizzante incredibile.
      Il digestore per funzionare correttamente deve avere un pH abbastanza neutro (a differenza del bokashi che è fortemente acido) e quindi non necessita di essere diluito.
      In pratica il sistema schematizzato funziona esattamente come la imhoff o fossa settica:
      l’acqua degli scarichi della casa finisce in una cisterna in cui cariche microbiche elaborano la materia organica producendo gas.
      Il gas viene convogliato in una ‘cisterna’.
      Nel momento in cui dell’altra acqua entra nella cisterna, quella già presente nella cisterna verrà spostata fuori.
      Nel caso di una imhoff con acque nere, il liquido che esce dovrebbe essere passato in una fitodepurazione ma se le acque nere sono dirottate da un’altra parte o non ci sono (compost toilett) il liquido di fuoriuscita potrebbe (potenzialmente) essere tranquillamente reintrodotte nell’ambiente come fertirrigazione.
      Ovviamente, come ben sostiene Federico, tutto ciò non è esattamente formalizzato legalmente :)

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  8. 8

    ah ah ah, il dubbio “ma tutto ciò si potrà fare?” l’ho avuto anche io IMMEDIATAMENTE, ma non volevo fare la figura di quella troppo inquadrata, anzi volevo mettere in terza o quarta fila questi aspetti, imitando te e Federico :-)

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  9. 9

    una buona idea, gia’ utilizzata altrove nel mondo con successo.
    Peccato essere in Italia. Nello specifico ,se non realizzata correttamente, con autorizzazioni praticamente impossibili da ottenere, risulta essere un po’ rischiosa.
    La multa, nel caso qualche “cappellato” si accorgesse di quanto succede, rasenta i 70mila euro. Per contro la costruzione e la conduzione di un simile impianto e’ probabile vi conduca prima o poi davanti ad un giudice.

    E’ bello esser calabroni, qui lo siamo in tanti. Ora pero’ bisogna sopratutto studiare un metodo per non autodenunciarsi continuamente ,e ingenuamente, su internet.

    P.S. Medo forse non ci prende tanto, ma e’ simpatico. Inoltre azzuffarsi con lui e’ uno spasso.
    P.S.2 sono andato ad assistere al test del prototipo di un pirogassificatore da 400kw in costruzione nei dintorni di Torino.
    Nicola,Visti i tuoi incessanti esperimenti con bidoni di lamiera e carbonelle, ti interessa venire a vederlo?

    Rispondi a questo commento
    • 9.1

      Questo è il bello di internet. Bisogna verificare sennò qualsiasi cosa scritta è solo una dichiarazione di intenti o pura didattica.
      Nel nostro bel pratone non c’è assolutamente nulla di non conforme (i regolamenti hanno nicchie in cui incistarsi come piccoli grumi di grasso adiposo)
      In ogni caso la scala conta sempre molto.
      Per ciò che riguarda la pirolisi non sono interessato ad esperimenti di gassificazione per la produzione di energia sono più interessato a frenare il boscaiolo medio della zona che, in barba ai regolamenti della forestale, passa tutto l’inverno a bruciare cataste di ramaglie perché ‘fanno disordine’ in maniera assolutamente casuale ed inutile. Per quel che riguarda me… per ciò che serve a me… bastano due latte.
      Due latte moltiplicate gratuitamente, attraverso internet, per 2000 fa già una bella differenza.
      E’ che il cambiamento non lo si puoi solo vendere, devi permettere alla gente di giocarci e studiarlo prima.
      Di fatto… c’è una ditta inglese che vende dei gassificatori domestici molto carini, di piccole dimensioni e certificati EU…
      Ma prima bisogna permettere alle persone di capire di cosa si sta parlando.
      Perché, realmente, si possa arrivare ad una responsabilità individuale attenta anche alla cornice collettiva le persone devono conoscere e poter giocare con le tecnologie e sapere che, volendo, possono costruirsi un dirigibile. Devono sapere che è pericoloso e che, quindi, se sanno di non essere in grado possono chiedere a chi di dovere di farlo (nella fattispecie… un ingegnere o un tecnico specializzato).
      Senza questa possibilità non ci può essere nessun tipo di sviluppo e nessun tipo di cambiamento.
      Come associazione, attraverso il canale internet, quello che cerchiamo di fare è stimolare l’intelletto e l’inventiva delle persone.
      Cecilia è stata molto chiara in un commento sul Blog di Federico: lei sa benissimo che non ti svegli un mattino e ti costruisci una centrale per la produzione di metano ma questo estremo la porta a pensare in maniera ‘differente’ (sicuramente non per merito nostro… la differenza e la capacità di ragionare sono sicuramente tutte sue :) )
      Siamo un paese vagamente in crisi depressiva.
      Pensare di poter essere calabroni anche quando si è delle noiosissime formichine in fila a trasportare bricioline di pane forse aiuta anche se non si è dei tecnici o degli esperti in nessun campo tecnico/scientifico specifico.
      Io, di per mio, sono pur sempre un ex.cameriere, l’idea di essere in grado di costruire mongolfiere e mulini a vento mi ha portato dove sono ora.
      E sono felice.
      Se poi qualcuno vuole multarmi perché racconto sciocchezze… sai le risate.

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  10. 10

    sono molto contento e fiducioso del fatto che tu abbia un pratone in perfetta regola (in realta’ credo onestamente tu sia il primo e l’unico in Italia a poterlo affermare).
    Mi e’ molto piaciuto il commento di cecilia e direi che quel che scrive e’ logico e sano inside.

    Stai tranquillo,credo che un ex cameriere corra pochi rischi di essere multato per aver scritto sciocchezze su internet.
    Ma da contadino felice a felice cameriere neoruralizzato sento il dovere di avvisarti.
    Nel mondo reale tutto quello che fa rima con scarichi, concimi e compost se non correttamente “gestito” diventa una bomba burocratica innescata e pronta ad esplodere.
    Ovviamente le dimensioni contano molto, due latte di spazzatura in un campo certamente passano inosservate perche’ in effetti fanno pure poco o nulla (anche 2000 bidoni sparsi su 1000 campi hanno effetto zanzara).
    Insomma, diffondiamo notizie ed idee. E’ un compito divertente,difficile e pesante. Dal mio punto di vista pero’ cerco di farlo anche mettendo anche l’accento sui rischi connessi, oltre che sui benefici.
    Altrimenti si cade nello stesso “errore ” della Monsy che ti racconta quanto viene bene il mais ma tace sul fatto che insieme ti viene il cancro.

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  11. 11

    Ah tanto per non smentirmi..
    ..combustibile per razzi con diserbante e zucchero..

    Volete il numero di telefono di un mio amico, senza un braccio ed una mano, proprio a causa di una miscela di zuccero e diserbante accidentalmente miscelati?..

    Ha una bella esperienza da raccontare..

    Rispondi a questo commento
    • 11.1

      C’è veramente da chiedersi come Darwin non ci abbia ancora spazzato via tutti dalla faccia della terra.
      Comunque sapevo di giocare facile provocando gli ingegneri ;)

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  12. 12

    mi sento molto una formica che guarda i calabroni che volano come esseri da ammirare. Tuttavia sono sempre una formica, per volare devo superare il mio limite usando le capacità del calabrone, e per me è molto pericoloso. Questo lo so, perché sono una formica e le formiche sono anche intelligenti, prima di volare si guardano bene dal procurarsi pericolo. Ma… aver la fortuna di passare dalla Terra e non aver provato a volare è come non decidere di vivere!

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  13. 13

    C’è veramente da chiedersi come Darwin non ci abbia ancora spazzato via tutti dalla faccia della terra…

    E’ vero, e non e’ detto che non sia ancora in tempo per farlo.

    Ma io sono convinto che ancora non lo abbia fatto proprio grazie agli “ingegneri” (laureati o meno) che senza tanti certificati hanno popolato tutte le epoche, dall’eta’ della pietra ad oggi.
    Comunque, finche’ si chiamera’ “rivoluzione” e si considerera’ come un atto di rottura il tenere due galline in cortile (o prigioniere su un terrazzo) mentre si chatta comodamente su internet in appartamenti a 21 gradi , stiamo tranquilli….
    La burocrazia (quella che veramente ci uccide) e’ salva…

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  14. 14

    Incidentalmente..
    ci siamo ricordati di far presente che lasciare acqua calda a fermentare insieme a residui organici produce ottimo fertilizzante ma e’ anche incubatore di batteri , salmonelle e legionella?.Anche solo il lasciare un guscio d’uovo mal lavato puo’ innescare una bella coltura che aiutera’ Darwin ad ottenere il suo scopo.
    Per essere coerenti dovremmo spiegare, oltre a come si realizza l’incubatore, come si eseguono i test periodici di controllo e le corrette procedure per maneggiare e trattare il ciclo senza trovarsi poi con strani sintomi (peraltro piaga e fonte di mortalita’ riconosciuta di tutti i paesi che questi metodi li utilizzano comunemente per fame e non per scelta).

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  15. 15

    Luigi, il tuo punto di vista è chiaro e per me utilissimo.
    Peraltro, io lavoro in un ufficio pubblico, mi occupo di ambiente, emissioni in atmosfera quindi quando parli di burocrazia penso di sapere a cosa alludi.
    Volevo solo puntualizzare che io non ritengo una rivoluzione il tenere due galline in cortile, penso di non aver mai usato la parola rivoluzione, sono anzi la persona meno rivoluzionara e movimentista che conosco. Non vado mai alle manifestazioni, non facevo sciopero neanche al liceo, pensa che noia che ero e sono…quella delle galline è solo una cosa che voglio provare a fare, in prima persona, per vedere pro e contro. Perchè etichettarlo come rivoluzione da tastiera?

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  16. 16

    Cecilia, il tuo punto di vista privilegiato sulle emissioni in atmosfera puo’ essermi parecchio utile. Posso romperti le scatole ogni tanto?.

    Galline:
    Se si ha a disposizione un prato cintato e protetto tenere DUE o tre galline e’ facilissimo. Un gatto,per intenderci, in genere procura piu’ problemi.
    Con 25mq di prato a testa ,un riparo disinfettato periodicamente con calcina, acqua pulita, una vaschetta di buona cenere e un po di granturco d’inverno, le galline stanno benissimo. Il prato meno, che una gallina,25mq,li trasforma in fangaia maleodorante e permanente in meno di una stagione.
    Tenere due galline e un paio di conigli e’ la cosa piu logica e sensata da fare se disponi di un’aia e di un poco di tempo libero per accudirli. Anzi, scoprirai che e’ piacevole accarezzarle e che ti riconoscono venendoti incontro.
    Allevare qualche gallina/oca nutrendola con le verdure avanzate dalla cucina lo si e’ sempre fatto e ,appunto, non ha nulla di rivoluzionario (come del resto non ha nulla di rivoluzionario la mia mucca da compagnia).Capisco il tuo desiderio e ti invito a provare quanto prima.Per reperire le galline puoi cercare un’allevamento intensivo e farti regalare, SALVANDOLE, ovaiole in MUTA, loro le macellano ogni otto mesi. Pero’ se le prendi e le porti in un ambiente sano, rifioriscono in meno di un mese e vivono ancora parecchi anni (la difficolta’ e’ che sono debeccate e quindi non puoi dar loro granturco intero ma solo frantumato).

    E’ chiaro invece come sia per me necessario etichettare come “rivoluzione da tastiera” il presentare l’allevamento di due galline come grande innovazione e lotta al sistema.
    Qui potrei facilmente rendere la pariglia (ovviamente per scherzo) a Nicola e sparare un pizzicotto agli “scrittori improvvisati”, che colorano un pezzo sul tenere due galline in campagna inzeppandolo di dotte citazioni e filosofeggiamenti arguti. Per coprire in realta’ l’assoluta inconsistenza che sta alla base della discussione.Del resto, l’arte dello chef non e’ il saper coprire con salse la poverta’ del piatto?

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    • 16.1

      Touché :)
      Va detto comunque – per dovere di informazione a chi legge da poco e non conosce tutti i partecipanti al bar – che, così come io sono un ex-cameriere in campagna, Luigi è un ex-ingegnere attualmente agricoltore che si adopera con ottimo successo alla tecnologizzazione dei sistemi di agricoltura ‘alternativa’.
      Scusate ma sennò non si capisce il perché di una querelle in cui si spara a zero su chi non ha minimamente espresso opinioni personali a riguardo degli ingegneri (escluso il presente che se l’è andata a cercare e quindi se le prende ;) )
      Detto questo…
      Abbiamo qualcosa da proporre come soluzioni o vogliamo continuare a bisticciare come galline chiuse sul balcone? ;) ;P
      Qualcosa di pratico e fattibile. Altrimenti chiudo la discussione qui e continuo in quello che stavo facendo (seminare, preparare il terreno… giocare nel fango come al solito)

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  17. 17

    Riguardo alle emissioni in atmosfera, certo che si, tieni solo presente che io lavoro in una Provincia, quegli enti vituperati da tanto che in campo ambientale hanno molto da dire e molto senso (NB in Emilia-Romagna); le emissioni di cui mi occupo io sono quelle industriali.
    Per il resto, grazie MILLE dei consigli, magari ci trasferiamo poi sul mio blog per le altre cose che ti chiederò sul galliname, per non rischiare di far finire una gallina in un digestore :-) lasciami solo dire che il apprezzo molto lo stile di Nicola, ci metterà anche tante citazioni ma poi da ogni post c’è da annotarsi risorse e link per un mese…e poi cmq è divertente leggerlo, ci vogliono altre giustificazioni? :-) l’inconsistenza di cui parli, o forse se interpreto bene, la NON difficoltà di certe attività che vengono spacciate per rivoluzionarie o super alternative secondo me viene dal fatto che come generazione, come popolazione di questo paese e di questi decenni abbiamo disimparato a fare TUTTO, tanto c’è il supermercato. Quindi l’approccio del cittadino medio solitamente è che qualsiasi cosa un pochino più manuale sia difficile, richieda troppo tempo…non pensi che questo approccio si possa cambiare?

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  18. 18

    Mmh si, Nicola, hai fatto bene a spiegare.
    Altrimenti chi arriva non capisce questo nostro amichevole prendersi a zappate sui piedi. :)
    Sei stato gentile a non sottolineare il fatto che io sia tenero e amichevole come Dinamite Bla’ ed il suo schioppo.. :)
    In realta’ ho profonda stima di Nicola. Perdo tempo a mirare ai suoi piedi con una zappa solo perche’ ritengo abbia cose interessanti da dire ed invece ogni tanto si perda per strada inseguendo una farfalla.
    Nicola… Ricordati che chi nasce calabrone, non muore farfalla!!.

    Detto questo, Cecilia, ci sarebbe da parlare per ore sul cittadino medio e sui danni che puo’ provocare giocando con i colori.
    Gia’ solo il fatto che, per attirare la sua attenzione, si debba mantenere una grafica da asilo e parlargli come se avesse quattro anni (basta guardare qualsiasi pubblicita per rendersene conto), dovrebbe far riflettere sulla sua effettiva capacita’ di comprendere cosa REALMENTE sta facendo e quali sono le conseguenze delle sue azioni.
    Tutto qua..
    Nicola torna a seminare che io torno a spollonare noccioli

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  19. 19

    P.S. scusate, son un po’ arteriosclerotico e dimentico sempre un pezzo.
    Nicola, intelligente sarebbe il definire un sistema di controllo e analisi semplificato e “ridotto all’osso”, che consenta di capire quando partono “processi pericolosi”.

    Nel mio piccolo ho realizzato un sistema (estremamente economico, che chiunque puo riprodurre in casa) per analizzare il terreno.
    Senza arrivare alle celle di Petri,o alle colture batteriche da laboratorio, si potrebbe invece partire da li per sviluppare un protocollo di test per un digestore casalingo. che ne dici?

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    • 19.1

      Bene. Un sistema di controllo, parziale, ma già interessante su un digestore da biogas potrebbe essere un misuratore di ph che, in un digestore, deve essere sempre tendente al basico per permettere ai batteri matanizzatori di prosperare e ai batteri cattivi di schiattare (vedi E Coli ecc…).
      Cosa che, in ogni caso, non dovrebbe avvenire in una situazione in cui le acque nere vengano dirottate in una classica imhoff o nel sistema fognario nazionale.

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  20. 20

    Si parlava di legionella, crearla in grandi e pericolose quantità in un contesto agricolo è estremamanete difficile, a meno che non si creino vicoli ciechi, senza circolazione di aria o totalmente assenti in ossigeno, all’interno di tubature anche per innaffiare… e a meno di andare a respirare direttamente aria da questi tubi. Per le serre il discorso è diverso, ma una serra ben aerata non è mai pericolosa per l’uomo, a meno di casi rarissimi di certe infezioni fungine e certe spore o micotossine che si accumulano in carenza di ossigeno ma solo in grande presenza di materia vegetale, ad esempio sacchi di verde chiusi ermeticamente per mesi (ma solo un pazzo li aprirebbe e respirerebbe a pieni polmoni quel che ne esce!). Anche sulle salmonelle, chiaramente chi dice volatili dice salmonella, quindi bisogna conviverci. Ovunque ci siano pozzanghere o laghetti in cui sguazza il pollame, state allevando salmonelle e campylobacter (meno noto, ma ormai più diffuso). Io stesso a causa di una temporeanea immunodeficienza (causata da farmaco, ma puo capitare a bambini, anziani, gente appena uscita da un malanno generico), ho contratto una campylobacteriosi rischiando davvero il camposanto con febbre a quasi 42° C, a 32 anni (colpa di un piccolo produttore francese di formaggio e pollame, che potrebbe essere chiunque di voi…), in quelle ore il mio corpo decise di farcela, aiutato da un antibiotico che fra una decina di anni non avrà più alcun effetto, esattamente come la gran parte degli antibiotici. Quindi. Occhi aperti, ripassate le condizioni igieniche minime o senno fregatevene che tanto la vita è breve.

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  21. 21

    medo, la legionella si trasmette principalmente respirando aerosol di acqua infetta.
    le condizioni ideali per la moltiplicazione del
    microrganismo (ad esempio: temperatura compresa tra
    20 e 50°C, presenza di una fonte di nutrimento come
    alghe, calcare, ruggine o altro materiale organico in decomposizione).
    La questione e’ piuttosto seria ed esistono precise norme da rispettare in tutti gli impianti in cui si raffredda o riscalda acqua (e similari).
    Puoi trovare informazioni piuttosto noiose ma non troppo tecniche, percio’ leggibili, qui..
    http://www.caleffi.com/it_IT/caleffi/Details/Magazines/pdf/idraulica_30_it.pdf

    Breve per breve, la vita, preferisco spenderla in qualcosa di piu divertente che inalare aerosol velenosi.

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  22. 22

    Riflettendoci un po’ su..

    Medo scrive….Si parlava di legionella, crearla in grandi e pericolose quantità in un contesto agricolo è estremamanete difficile, a meno che non si creino vicoli ciechi, senza circolazione di aria o totalmente assenti in ossigeno, all’interno di tubature anche per innaffiare……

    Ha ragione, in Natura la Legionella NON si crea con facilita’.
    Le temperature, le concentrazioni, le reazioni di ossidazione sono limitate e lentissime. Non a caso diciamo che per creare un cm di humus ci vogliono ANNI.. ve ne ricordate?.
    Quindi possiamo affermare che in natura NON si corrono grandi rischi da batteri come legionella o simili. Questo a meno di andarsi a ficcare in posti che TUTTI ISTINTIVAMENTE riconosciamo come malsani ed evitiamo: LE PALUDI.
    Bene, pero’ i nostri ingegneri alternativi stanno parlando di COMPOSTER. Un dispositivo apparentemente semplice, che ha lo scopo di ACCELERARE E CONCENTRARE il processo di decomposizione della materia organica. E come lo fa? Ricreando un brodo primordiale in cui i batteri trovano la condizione ideale per svilupparsi e “digerire” la materia organica. Questo AVVIENE , A DIFFERENZA DELLA NATURA CHE CI METTE ANNI,in tempo breve e con elevatissime concentrazioni.
    Cioe’ detto in altre parole stanno ricreando artificialmente UN ALLEVAMENTO DI BATTERI partendo per di piu da una selezione di batteri assolutamente CASUALE. Immagino sia facile immaginare le conseguenze del worst scenario case.

    Citando nuovamente Medo..
    ad esempio sacchi di verde chiusi ermeticamente per mesi (ma solo un pazzo li aprirebbe e respirerebbe a pieni polmoni quel che ne esce!).

    Ma sotterrare foglie e rami verdi IN UN COMPOSTER sotto ad un cumulo di altre foglie in modo che si decompongano per effetto di calore,assenza di ossigeno,e umidita’ NON E’ LA STESSA COSA?
    E suggerire di andare dopo mesi a rivoltare con il tridente non equivale a dare una bella inalata dei gas che escono dal sacchetto?.
    Insomma .. se e’ vero che i cittadini son totalmente inesperti..qualche istruzione per l’uso bisognerebbe pure allegarla.. che i contadini, come trattare le letamaie senza intossicarsi piu o meno gia lo sanno tutti oramai da secoli.

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    • 22.1

      Luigi, te lo dico con delicatezza per non urtarti…
      stai nuovamente dimostrando che la mia teoria sugli ingegneri è valida.
      Io l’avevo buttata lì come provocazione ma non si può solo raccontare dei mille modi orribili con cui ci si può arrecare dei danni.
      Mille modi che sono, tra parentesi, applicati in tecnologie perfettamente legali, studiate e richieste anche dalle municipalità vedi la classica fossa imhoff di cui alcuni centri abitati italiani sono dotati come ‘impianto fognario municipale’.
      Quindi, si, i problemi sono tanti e bisogna farci attenzione.
      Bene.
      Se può aiutare ti autorizzo a farti promozione:
      QUALI SONO LE PROPOSTE FATTUALI? COSA SI PUç FARE? QUALI LE TECNOLOGIE? QUALI I FORNITORI?
      (lo so che a scrivere grosso si ha l’impressione di urlare ma non è questo il caso… è solo che vorrei che fosse chiaro un principio quindi non leggete un ‘analogico’ che non c’è… è solo una forma di sottolineatura senza dovermi andare a cercare i codici html per sottolineare)
      Sennò siamo sempre lì… siamo bravissimi a formare degli esecutori senza responsabilità.

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  23. 23

    Il problema di base per ridurre le cariche batteriche “collaterali” dei compost sta nell’apporto corretto di ossigeno, nel ritmo di rigirata… Ci sono quei composter cilindrici da 100 litri, basta dargli una giratina ogni due o tre giorni per ridurre di dieci volte i tempi di decomposizione ed alzare le temperature fino al livello di pastorizzazione che ti elimina gran parte dei “cattivi”. Ma poi non è che ogni volta che Luigi solleva un problema, sacrosanto, uno deve rispondergli. Comunque se uno ama i gatti, sa che gatto significa anche toxoplasmosi anche in ambiente urbano. Lo sa, ci convive, poi finisce là. Cosi è per tutte le cose: vi piace mangiare sempre cose fatte in casa? Ogni tanto vi sfugge una fermentazione o qualcosa va a male e lo mangiate lo stesso? Vi fate un giorno sul water e amen. Volete invece facilitarvi ma rischiare la vita comprando formaggio grattugiato contaminato e pigliarvi la listeriosi? Andate al LIDL. Cioè, suggeriamo pure agli altri una vita più “consapevole” dei rischi, etc. ma cerchiamo di trovare il limite tra stimolare attenzione e studio oppure rompere i coglioni. Non parlo (solo) del caso sollevato da Luigi, ma è ovvio che alla nostra epoca è piuttosto facile ritrovarsi a parlar di 55 problemi invece che di mettere in atto 1 soluzione (magari ad un solo problema).

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  24. 24

    e se metti un ingeniere con un gatto toxoplasmotico nel sacco dove prima c’erano gli sfalci verdi devi chiedere il permesso al sindaco?

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  25. 25

    Nicola non aver paura di urtarmi, non e’ necessario esser gentili con me :)
    avete ragione.
    E pur avendo soluzioni, non ho invece voglia di farmi pubblicita’. Per cui taccio.
    Pero’, da rompicoglioni, vorrei dire un’ultima cosa..
    Non a caso le imhoff le lasciano mettere solo quando non hai una fogna raggiungibile nel giro di 200 mt (e solo perche’ il costo della condotta sarebbe superiore al valore della casa).
    La imhoff ti obbligano a farla con due tombini di ispezione e prelievo campioni e con un adeguato impianto disperdente a valle (cioe un impianto imhoff fatto come si deve costa in energia e lavoro quasi come la costruzione di una piccola abitazione)
    Sempre la imhoffa sarebbe soggetta per legge a due svuotamenti anno effettuati da personale attrezzato e a conoscenza dei rischi.
    Inoltre in teoria sarebbe prevista la visita di controllo con prelievo dei campioni da analizzare.(che invece essendo in Italia nessuno fa). La imhoff inoltre ha una distanza minima dalla casa e deve disporre di sfiati adeguati e certo non nel parco giochi bimbi.
    Ecco questo solo per cominciare…. mi pare ben diverso dal dire “mettiti sotto al lavello o fuori sul terrazzo il composter” e annusati tutti i vapori che ne fuoriescono…
    vabbe’ di cose da dire ce ne sarebbero ma per fortuna vado di fretta per cui..taccio.
    Vi leggo volentieri.

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  26. 26

    P.S. Medo…..Cioè, suggeriamo pure agli altri una vita più “consapevole” dei rischi, etc. ma cerchiamo di trovare il limite tra stimolare attenzione e studio oppure rompere i coglioni. …

    proprio tu?… ma, oltre ad averlo scritto, lo hai letto il tuo blog? :)
    oh..si scherza eh??!!

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  27. 27

    Io mi sono costruito la mia “palude” personale. Oddio, leggendo i commenti mi sono spaventato: ho personalmente rivoltato un 7-800 kg di letame + fieno in decomposizione (per scaldare i fermentatori) e “annusato” il digestato per capire se acetizzava o meno. Ho rischiato la vita ?

    Ho documentato la mia esperienza qui:

    http://www.mentecritica.net/arma-letame-o-anche-come-fermentare-la-merda-e-vivere-felici/meccanica-delle-cose/consumo-criticamente/vittorio-mori/35351/

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